giovedì 12 marzo 2009

Danzig - Circles of Snakes


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDgimLYSjB3FNhmNQiixVdC2fl5AYRYrmkk_C0D18k13AbZtWUBPeEZRLJJC5o_mBOF-LOWzH3TzAdGmK1Mb5aMYv7IP1N-GeqDcUkK0jpvp1g7LaLsvO4Nw7MguIcdF3DpoGGKKCnfP7U/s320/Danzig+-+Circle+of+Snakes.jpg

Genere: Heavy/Doom Metal
Paese: Stati Uniti

.::Tracklist::.
Wotans Procession
Skin Carver
Circle Of Snakes
1000 Devils Reign
Skull Forrest
Hell Mask
When We Were Dead
Night, Besodom
My Darkness
Netherbound
Black Angel, White Angel

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Mercyful Fate - Melissa



http://cdn.last.fm/coverart/300x300/2714251-1048132242.jpg


Genere: Heavy Metal
Paese: Danimarca

.::Tracklist::.

1. Evil
2. Curse Of The Pharoahs
3. Into The Coven
4. At The Sound Of The Demon Bell
5. Black Funeral
6. Satan's Fall
7. Melissa

martedì 10 marzo 2009

Smashing Pumpkins - Machina II/The Friends & Enemies of Modern Music


File:Machina ii.jpg

Genere: Alternative Rock
Paese: Stati Uniti

.::Tracklist::.

Primo EP:
1. Slow Dawn, 2. Vanity, 3. Saturn9, 4. Glass (Alt. Version).
Download part I

Secondo EP:
1. Soul Power, 2. Cash Car Star (Version 1), 3. Lucky 13, 4. Speed Kills (But Beauty Lives Forever).
Download part II

Terzo EP:
1. If There Is a God (Piano Version), 2. Try (Version 1), 3. Heavy Metal Machine (Version I/Alt. Mix).
Download part III

LP finale:
1. Glass, 2. Cash Car Star, 3. Dross, 4. Real Love, 5. Go, 6. Let Me Give the World to You, 7. Innosense, 8. Home, 9. Blue Skies Bring Tears (Version Electrique), 10. White Spyder, 11. In My Body, 12. If There Is a God, 13. Le Deux Machina, 14. Atom Bomb.
Download part IV


domenica 8 marzo 2009

Funeral Mist - Maranatha


http://www.metalkingdom.net/album/img/d23/22872.jpg

Genere: Black Metal
Paese: Svezia

.::Tracklist::.
01. Sword Of Faith 4:33
02. White Stone 4:13
03. Jesus Saves! 8:12
04. A New Light 4:50
05. Blessed Curse 11:53
06. Living Temples 6:28
07. Anathema Maranatha 6:10
08. Anti-Flesh Nimbus 7:14

Download

pass: bunalti.com


sabato 7 marzo 2009

Darkthrone - Frostland Tapes


http://mediaportal.ru/uploads/posts/2008-06/1214001223_1.jpg

Genere: Black Metal
Paese: Norvegia

.::Tracklist::.

Disc 1
101. Land Of Frost
102. Winds Of Triton
103. Forest Of Darkness
104. Odyssey Of Freedom
105. Day Of The Dead
106. Intro- Twilight Dimension
107. Snowfall
108. Eon
109. Thulcandra
110. Archipelago
111. Soria Moria

Disc 2
201. The Watchtower
202. Accumulation Of Generalization
203. Sempiternal Past - Presence View Sepulchrality
204. Iconoclasm Sweeps Cappadocia
205. Cromlech (live)
206. Sunrise Over Locus Mortis (live)
207. Soulside Journey (live)
208. Accumulation Of Generalization (live)
209. Sempiternal Past - Presence View Sepulchrality (live)
210. Iconoclasm Sweeps Cappadocia (live)
211. Neptune Towers (live)

Disc 3
301. Rex
302. Pure Demoniac Blessing
303. The Grimness Of Which Shepherds Mourn
304. Sadomasochistic Rites
305. As Desertshadows
306. In His Lovely Kingdom
307. Black Daimon
308. Towards The Thornfields
309. (Birth Of Evil) Virgin Sin
310. Green Cave Float
311. A Blaze In The Northern Sky
312. Fenriz (drum solo)

Download Part I / Download Part II / Download part III


Ricerca teorica e culturale al servizio dell'unità dei comunisti.

Le grandi trasformazioni tecnologiche e organizzative degli ultimi decenni hanno modificato in maniera sostanziale il processo di valorizzazione del capitale o il conflitto capitale-lavoro muta di forma per mantenere intatta la propria essenza e centralità? La crisi mette in discussione il modo di produzione o ne sollecita una modernizzazione in senso cognitivo, “etico” e persino “mutualistico”? Che atteggiamento assumere di fronte alle idee di storia e di progresso dopo la decostruzione postmodernista, egemone soprattutto a sinistra, delle “grandi narrazioni” della modernità? In che senso ci diciamo ancora eredi del pensiero dialettico? Che ne è dell’universalismo illuminista in un panorama globale policentrico e multiculturale? Cosa intendono alcuni intellettuali quando parlano di una “trasformazione antropologica” che renderebbe obsolete le classi sociali? Si può ancora parlare di sviluppo delle forze produttive o bisogna ragionare sul concetto di “decrescita”? Che dire delle possibilità inusitate che la scienza e la tecnologia contemporanee, applicate alla produzione della vita, mettono a disposizione del genere umano? Esiste ancora la democrazia moderna? E che rapporto c’è tra questa, il liberalismo, la tradizione rivoluzionaria?

Di fronte a problemi che sfidano l’intelligenza di ciascuno di noi, emerge l’inconsapevole miseria che spesso assume il dibattito delle idee a sinistra. La crisi in atto mette a nudo non solo le contraddizioni strutturali immanenti al capitalismo ma soprattutto lo iato tra la presenza delle condizioni oggettive di un conflitto di massa e della costruzione di un nuovo "blocco storico" e la drammatica arretratezza delle condizioni soggettive, di quelle politico-organizzative e persino delle forme di coscienza. Da un lato precarietà, disoccupazione, bisogni primari insoddisfatti tra le classi subalterne, impauperimento degli stessi ceti medi e intellettuali, crescita del proletariato nero e islamico nelle metropoli, primi cedimenti del primato economico statunitense, crescita e sganciamento di alcune ex-colonie…; dall’altro la nostra esasperante debolezza, la retorica populista, la reiterazione immaginaria di battaglie già combattute e già perdute, l’incapacità di legare tutte queste cose con il filo del ragionamento e della linea politica. Se dalla crisi si uscirà a destra, e cioè con una guerra tra poveri - tra bianchi e neri - dalle conseguenze inimmaginabili, sarà anche per le nostre insufficienze.

Una terribile fase politico-sociale impone oggi l’unità dei comunisti come condizione minima per accumulare forze e resistere e non si capisce con quali argomenti razionali si possa respingere una prospettiva così elementare. E’ superfluo contestare le tesi di chi a questo percorso si oppone (spinto più che altro dal timore di perdere rendite di posizione consolidate). Molto meglio perciò spostare il confronto su un terreno più importate e cioè su quello del profilo politico-culturale della forza comunista che è necessario sin d’ora costruire.

Ovviamente, la semplice unità dei comunisti non basta. E’ necessario anche comprendere che la fase è fortemente mutata rispetto al ciclo fordista-keynesiano e alla Guerra fredda. Ogni ipotesi redistributiva è irrealistica, ad esempio, se prima non si conquista una forza relativa dalla quale siamo molto lontani. Ma se tale forza si recupera oggi presidiando in maniera organizzata e coerente i conflitti, importa molto il profilo politico autonomo dell’unità comunista e la sua alterità rispetto a improbabili e minimizzanti ipotesi di gestione moderata della crisi (il “patto dei produttori”). Così come importa, d’altro canto, l’alterità dei comunisti rispetto a fantasiose nuove sinistre, che pretendono di aver capito tutto delle trasformazioni in corso e di aver superato misticamente il Novecento, il conflitto capitale-lavoro, la geopolitica e, in sostanza, la politica stessa ma che si rivelano subalterne e solidali rispetto all’offensiva delle classi dominanti.

Lo stesso discorso è possibile fare rispetto ad altre grandi questioni del nostro tempo, come il rapporto tra socialismo e mercato, socialismo e religione, socialismo e questione nazionale, socialismo e diritti umani: da qualunque parte prendiamo il problema, esso ci dice una cosa sola e cioè la necessità di ricostruire l’autonomia intellettuale e politica dei comunisti, di sfuggire alla condizione di subalternità ideologica che abbiamo ereditato dalla nostra sconfitta e che ci porta a ragionare con le idee e le parole dell’avversario. Questo profilo autonomo, però, si acquisisce soltanto a partire da un’elaborazione culturale e teorica di lungo periodo che sappia innervare la linea politica dandole un respiro strategico, sottraendola al piccolo cabotaggio delle scadenze elettorali o delle lotte interne. Una cosa che sinora non c’è mai stata.

Questo è oggi il problema più rilevante, un problema che anche le attuali forze comuniste presenti sulla scena politica hanno sempre aggirato e dal quale sono state alla lunga travolte: il partito comunista costruisce la propria organizzazione e le proprie proposte politiche a partire da una riflessione profonda sulla realtà e da un progetto teorico-culturale nel quale deve investire in maniera strategica (e che deve dotare dei necessari strumenti). Un progetto che sia aperto alla necessaria ricerca e sperimentazione. Ma che sia anche solido e rigoroso, non si disperda in eclettismi e inutili sincretismi e mantenga l’aspirazione a quella “scientificità” che è il lascito più importante del materialismo storico. Muovendo da questa esigenza che più volte Marx, Gramsci e Lenin hanno richiamato, è possibile far incontrare sin d’ora quelle forze che nel PRC e nel PdCI, ma anche fuori, si riconoscono in un patrimonio comune di idee e farne un elemento catalizzatore di questa nuova sfida politica, il partito comunista del XXI secolo. Ed è possibile riportare il marxismo nel vivo di quel dibattito culturale dal quale è stato bandito anche per responsabilità nostra, rendendolo nuovamente capace di egemonia.

tratto da "L'Ernesto".

http://02varvara.files.wordpress.com/2008/01/lenin.jpg


venerdì 6 marzo 2009

Lord Agheros - As a Sin


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJAqkcefoDsGFThu5IrsgCcV6bGT49L1OjN3ADsgNSxb1FDYNuhoSiiszjja57Yw8wUna7BKd-CvpvFq8dwk_q0a1YHF60wAKqmAj86R2bd6XrNpadvra4w54z6W4L_koBWfhsI5cJ2bY/s320/LAAAS.jpg

Genere: Black/Gothic Metal
Paese: Italia

.::Tracklist::.
01. Drama Begins 01:47
02. The Gate of Solitude 05:34
03. Glory Through Death 04:41
04. Sacrilegium 07:26
05. Intermezzo 03:13
06. Ash to Ash and Dusk to Dark 08:22
07. As A Sin 06:29
08. Dancing in the Dark 05:27
09. Escape 05:57

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